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Tomo

Modifica normativa

Nuovi diritti dei passeggeri aerei 2026: cosa cambia

Per vent’anni i diritti dei passeggeri aerei europei non si sono mossi. Ora sì: la revisione del Regolamento 261/2004 è approvata. La buona notizia è che la scala da 250 a 600 € resta intatta. La meno buona: il termine per chiedere il risarcimento si accorcia molto nella maggior parte dei paesi. E una cosa conta già adesso — il volo che hai perso la settimana scorsa si giudica ancora con la regola precedente.

6 min di letturaDalla redazione Tomo

Cosa è stato deciso, e da quando

Il 7 luglio 2026 il Parlamento europeo ha approvato il regolamento riveduto sui diritti dei passeggeri aerei con 646 voti favorevoli e 12 contrari, con 3 astensioni. Il Consiglio ha dato l’approvazione definitiva il 13 luglio 2026. È la prima revisione sostanziale dal 2004.

Il regolamento entra in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Da quel momento gli Stati membri e le compagnie hanno un ulteriore anno per prepararsi prima che le regole si applichino davvero. In concreto: il nuovo regolamento non si applica ai voli di oggi.

Gli importi restano 250, 400 e 600 €

Il settore ha fatto pressione per anni per abbassare i risarcimenti e alzare la soglia di ritardo. Non ha ottenuto né l’una né l’altra cosa. La scala non cambia, e resta anche la soglia delle tre ore di ritardo all’arrivo:

  • 250 € per i voli fino a 1.500 km
  • 400 € per i voli intracomunitari oltre 1.500 km e gli altri voli tra 1.500 e 3.500 km
  • 600 € per gli altri voli oltre 3.500 km
  • Soglia per il risarcimento: arrivare con tre ore o più di ritardo a destinazione finale

Il cambiamento più grande: nove mesi per la richiesta

È la parte che ti riguarderà di più. Con il nuovo regolamento avrai nove mesi dal volo per presentare la richiesta di risarcimento — un termine unico, in tutti gli Stati membri.

Oggi quel termine è nazionale e varia molto: cinque anni in Francia e Spagna, tre in Germania, due nei Paesi Bassi, circa un anno in Italia e in Polonia. Per la maggior parte dei viaggiatori nove mesi sono quindi una stretta, non un miglioramento.

Guarda il termine che vale oggi per il tuo volo, paese per paese →

In cambio, la compagnia deve rispondere entro 30 giorni

A fronte del termine più breve c’è un obbligo preciso per il vettore: entro 30 giorni dalla tua richiesta deve pagare oppure invocare circostanze eccezionali. Finiti i mesi di silenzio e le richieste che sparivano in una coda.

È un guadagno concreto, perché proprio il silenzio è oggi il problema centrale. Chi deve scrivere tre volte a una compagnia prima che accada qualcosa alla fine rinuncia — ed è esattamente l’effetto dei tempi di risposta interminabili.

Cosa significa per il tuo volo, oggi

Finché le nuove regole non si applicano, la tua richiesta si valuta in base al Regolamento 261/2004 nella versione attuale, con il termine di prescrizione nazionale. L’approvazione della revisione non ti toglie alcun diritto.

Ma la direzione è chiara. Se hai ancora un volo degli ultimi anni per cui non hai mai chiesto nulla, aspettare da ora in poi aggiunge solo rischio. Presenta ciò che puoi ancora presentare.

Cosa facciamo noi

Seguiamo la modifica normativa e valutiamo ogni richiesta in base al diritto applicabile alla data del tuo volo, non a una regola che partirà il prossimo anno. Fai la verifica gratuita con numero di volo e data; in due minuti saprai come stai, termine compreso.

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