Vai al contenuto principale
Tomo

Termini

Prescrizione risarcimento volo: in Italia è un anno

Il Regolamento 261/2004 non dice nulla sulla prescrizione. Il legislatore europeo l’ha lasciata agli Stati membri, e così il termine va da un anno a sei a seconda del paese. In Italia la risposta è la più stretta d’Europa — e anche la più spesso sbagliata online. Ecco come stanno le cose.

7 min di letturaDalla redazione Tomo

Italia: un anno, non due

La compensazione pecuniaria del Regolamento 261/2004 nasce dal contratto di trasporto, e l’art. 2951 del codice civile prevede per i diritti da contratto di trasporto un termine di prescrizione di un anno. Diventano diciotto mesi se il trasporto inizia o termina fuori d’Europa.

Su questo punto trovi in rete indicazioni discordanti: chi parla di due anni richiama l’art. 35 della Convenzione di Montreal, che però non si applica alla compensazione forfettaria del Regolamento, e chi parla di sei mesi richiama l’art. 418 del codice della navigazione. La giurisprudenza ha consolidato il termine annuale. In pratica: conta come se avessi un anno, e non aspettare per scoprire quale tesi vince nel tuo tribunale.

Il termine paese per paese

Poiché il regolamento rinvia al diritto nazionale, la mappa europea è questa. Sono i termini oggi in vigore:

  • Italia: 1 anno (art. 2951 c.c.); 18 mesi se il volo inizia o termina fuori d’Europa
  • Polonia: 1 anno (art. 778 c.c. polacco, confermato dalla Corte suprema, III CZP 111/16)
  • Paesi Bassi: 2 anni, ed è un termine di decadenza (art. 8:1835 c.c. olandese) non interrompibile
  • Germania: 3 anni (§ 195 BGB), che decorrono solo dalla fine dell’anno civile del volo
  • Francia: 5 anni (art. 2224 Code civil)
  • Spagna: 5 anni (art. 1964 Código Civil)
  • Regno Unito: 6 anni in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord; 5 anni in Scozia

Quale paese fissa il tuo termine?

Non la tua cittadinanza né la tua residenza, ma il paese in cui la domanda viene proposta. E lì hai di solito più di una possibilità: una compagnia può in genere essere citata davanti al giudice dell’aeroporto di partenza, a quello dell’aeroporto di arrivo, o nel paese in cui ha sede.

È una scelta che può decidere la causa, e per gli italiani è la più utile di tutte. Su un volo Amsterdam–Roma hai un anno in Italia, ma la stessa domanda si può proporre nei Paesi Bassi, dove il termine è di due anni. Su ogni pratica verifichiamo quali strade restano aperte: è esattamente il dettaglio che ribalta un rifiuto.

E i nove mesi di cui si parla?

Il regolamento europeo riveduto introduce un termine unico di nove mesi per tutta l’Unione. È approvato, ma non si applica ancora: prima l’entrata in vigore, poi un anno di preparazione per Stati membri e compagnie.

Per il tuo volo di oggi o dell’anno scorso non cambia nulla. Curiosamente, per l’Italia nove mesi non sono lontani dall’anno attuale — mentre per Francia e Spagna sarà una stretta netta.

Cosa cambiano davvero le nuove regole europee →

Da quando decorre il termine?

In caso di ritardo o negato imbarco: dal giorno del volo. In caso di cancellazione: dal giorno in cui avresti dovuto volare, non dal giorno in cui la compagnia te l’ha comunicato.

La Germania è l’eccezione a favore del passeggero: là i tre anni partono solo il 31 dicembre dell’anno del volo. Un volo tedesco di marzo 2024 resta quindi reclamabile fino a fine 2027.

Non sei sicuro di essere ancora nei termini?

Fai la verifica gratuita con numero di volo e data. Controlliamo subito se il termine è ancora aperto e, se in Italia è scaduto, se un altro giudice competente può ancora conoscere la causa. Non costa nulla e richiede due minuti.

Da leggere dopo

Scopri in 2 minuti quanto vale il tuo volo

Gratis e senza impegno. Facciamo noi il lavoro; paghi solo se vinciamo.