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Tomo

Spiegazione

Volo in ritardo sotto le 3 ore: i tuoi diritti

Due ore di ritardo non ti porteranno 250 €. Ma pensare che allora non ti spetti «nulla» è sbagliato, e ai viaggiatori costa soldi ogni giorno. Il Regolamento 261/2004 contiene due diritti distinti: la compensazione per il tempo perduto e l’assistenza durante l’attesa. Il primo parte a tre ore. Il secondo a due.

6 min di letturaDalla redazione Tomo

Due diritti diversi, due soglie diverse

La compensazione pecuniaria (articolo 7) è l’importo forfettario da 250 a 600 € per il tempo perduto. Questo diritto nasce solo quando arrivi a destinazione finale con tre ore o più di ritardo.

L’assistenza (articolo 9) è un’altra cosa: è l’obbligo di cura della compagnia mentre sei bloccato. Non dipende dalle tre ore ma dalla distanza del volo, e scatta prima. Le compagnie lo segnalano raramente di propria iniziativa.

Da quando ti spetta l’assistenza

L’articolo 6 collega la soglia alla distanza del volo. Da quel momento il vettore deve assisterti, e questo vale anche quando il ritardo è fuori dal suo controllo. Con maltempo o uno sciopero dei controllori di volo il risarcimento svanisce, l’assistenza no:

  • Da 2 ore di ritardo sui voli fino a 1.500 km
  • Da 3 ore sui voli intracomunitari oltre 1.500 km e sugli altri voli tra 1.500 e 3.500 km
  • Da 4 ore sugli altri voli oltre 3.500 km
  • Cosa comprende: pasti e bevande in rapporto ragionevole all’attesa, più due chiamate, e-mail o fax

Devi pernottare? Allora ci sta anche l’hotel

Se la partenza è ormai prevista per il giorno successivo a quello programmato, la compagnia deve fornire anche la sistemazione in hotel e il trasporto tra aeroporto e hotel. Anche qui, indipendentemente dal risarcimento.

Se la compagnia non organizza nulla, prenota tu qualcosa di ragionevole e conserva le ricevute. Quelle spese si possono richiedere — non come risarcimento, ma come rimborso spese. Niente suite a cinque stelle: il criterio è «ragionevole», e i giudici lo applicano.

Da 5 ore puoi rinunciare al volo

Quando il ritardo raggiunge le cinque ore o più, non sei più obbligato a partire. Hai diritto al rimborso della parte non utilizzata del biglietto entro sette giorni e, se eri già a metà viaggio, a un volo di ritorno al punto di partenza iniziale.

Se scegli di volare comunque e atterri con tre ore o più di ritardo, mantieni il diritto al risarcimento. Una cosa non esclude l’altra.

La trappola in cui cadono quasi tutti: partenza o arrivo?

Per il risarcimento conta solo l’ora di arrivo a destinazione finale. Parti con quattro ore di ritardo, il pilota recupera parte del tempo e atterri con 2 ore e 50: nulla. Parti con due ore di ritardo, perdi per questo la coincidenza e arrivi sei ore dopo: risarcimento dovuto.

Ufficialmente l’«arrivo» è il momento in cui viene aperto almeno un portellone dell’aereo, non il touchdown. Questa differenza di pochi minuti ha deciso innumerevoli pratiche, ed è esattamente ciò che verifichiamo.

E il dimezzamento che nessuno spiega

Se la compagnia ti ha offerto un volo alternativo e sei arrivato relativamente poco dopo l’orario originario, può ridurre il risarcimento del 50 % (articolo 7, paragrafo 2). Su un lungo raggio che arriva con 3-4 ore di ritardo, 600 € diventano quindi 300 €.

Per questo il «fino a 600 €» di tanti siti è fuorviante: con un ritardo all’arrivo di 3-4 ore sul lungo raggio, 300 € è la cifra corretta. Noi calcoliamo l’importo in anticipo e ti mostriamo esattamente quale fascia si applica al tuo volo.

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Controlla comunque, anche con un ritardo breve

Pensi che il tuo ritardo sia stato «per un pelo insufficiente»? È proprio il caso che vale la pena far controllare. Recuperiamo l’ora di arrivo effettiva dai dati di volo, invece di affidarci alla tua impressione o all’app della compagnia. È gratis e richiede due minuti.

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